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Regia: Patricia Rozema
Sceneggiatura: Patricia Rozema
Questo film, prodotto nel 1999 dalla Miramax e
dalla BBC, è una versione "innovatrice" di questo romanzo.
La regista canadese nell'elaborare la sceneggiatura ha fatto scelte molto ardite,
stavolgendo in alcuni punti la storia e le intenzioni di Jane Austen.
Emblematiche sono queste parole della Rozema: " Ho reso il personaggio
di Fanny più vicino a Jane Austen". Infatti il personaggio di Fanny
è costellato di riferimenti, presi dalle opere giovanili e dalle lettere,
a Jane Austen. All'inizio del film, Fanny sta scrivendo un romanzo, La storia
d'Inghilterra, cosa che ha fatto la Austen; Fanny prima accetta di sposare Henry
Crawford per poi rinnegare il tutto il giorno dopo: un episodio per niente presente
nel romanzo e che in realtà è capitato a Jane Austen. La Fanny
che ne esce è completamente diversa dalla timida e taciturna Fanny presente
nel romanzo: qui è attiva, ha delle proprie opinioni (come ad esempio
rispetto alla schiavitù) che non ha timore di esprimere, è giocosa,
anche pronta a "flirtare".
Non si capisce molto questa scelta che da una parte può essere notata
solo da chi conosce bene la vita di Jane Austen, e dall'altra porta il film
ad un allontanamento dal romanzo.
Anche il personaggio di Heny Crawford subisce
alcuni cambiamenti. Infatti nel film sembra che i suoi misfatti non siano solo
frutto del suo carattere, ma anche dal comportamento di Fanny, che prima accettandolo
e poi rifiutandolo, lo ha condotto sulla "via sbagliata".
Un altro passaggio del film che lascia perplessi è la scena della recita
teatrale a Mansfield Park. Nel libro qusto è un momento importante perchè
permette ai vari personaggi di esprimere i loro veri sentimenti essendo nascosti
dietro la "maschera" del loro personaggio. L'unica che si dissocia
è Fanny che intuisce tutto ciò. Tutto poi viene interrotto bruscamente
dal ritorno di Sir Thomas ed eleva Fanny al rango di preferita, dato che i tutti
i suoi figli hanno partecipato a quello che lui considera una cosa poco dignitosa.
Nel film questa preferenza non viene evidenziata, anzi. Infatti, poco dopo,
quando Fanny si ostina a non voler sposare Henry Crawford, Sir Thomas la rimprovera
e continua a farle pressione per un matrimonio con colui che aveva, nella scena
teatrale, apertemente tenuto un abiguo comportamento con la sua figlia fidanzata.
Nonostante questi drastici cambiamenti, la regista mantiene intatta gran parte
della trama. Quest'ultima, però, come proposta dal libro, non ha bisogno
di tutte quelle varianti usate da Patricia Rozema. Jane Asuten non suscita il
nostro interesse con avvincenti sorprese, ma con come Fanny riece ad ottenere
ciò che vuole, mantenendosi fedele a ciò che lei sente interiormente,
tra tutte le difficoltà e le incertezze che incontra.
Le ambientazione e i costumi sono molto
belli. Il cast è ottimo. La Fanny Price di Frances O'Connor (A.I.: Artificial
Intelligence, 2001) è convincentea e da menzionare, così come
il Sir Thomas di Harold Pinter . Non da dimenticare sono anche le performance
di Jonny Lee Miller (Trainspotting, 1996) nel ruolo di Edmund, Alessandro Nivola
(Jurassic Park III, 2001) in quello di Henry Crawford ed Embeth Davidtz (Schindler's
List, 1993) in quello Mary Crawford.
Il film, nella sua interezza, è gradevole
da vedere e se non fosse per questi grandi cambiamenti, che a mio avviso stravolgono
in parte ciò che il romanzo Mansfield Park trasmette, sarebbe perfetto.
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