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Regia: Robert Z. Leonard
Sceneggiatura: Aldoux Huxley

Questo film è stato prodotto nel 1940 dalla MGM.
Prima di tutto devo premettere per me è un film gradevole, da vedere, ma caratterizzato da molte omissioni, molti tagli e incongruenze storiche.
La trama è stata notevolmente cambiata. Elizabeth, ad esempio, è diventata la prima figlia e Jane la seconda e alla fine si intuisce che tutte le sorelle Bennet trovano l’anima gemella, anche Mary e Kitty.
Questi sono solo alcune modifiche di poco conto (anche se non si capisce la loro utilità: potevano benissimo essere coerenti con il libro), ma che aprono la strada al più grande cambiamento che si riscontra nella trama: alla fine è Lady Catherine de Bourgh che favorisce l’unione da Darcy ed Elizabeth!. Infatti, nel film, Lady Catherine va a trovare Lizzy, esprimendo la sua contrarietà al suo presunto fidanzamento con il nipote, ma solo per metterla alla prova , per vedere se era interessata solamente alla ricchezza e al rango del Signor Darcy. Dopo di che riferisce l’esito della sua conversazione al nipote che subito si dichiara. Sembra che Darcy abbia bisogno del consenso della zia e questo sminuisce un po’ il grande amore che lui, nel libro, mostra nei confronti di Elizabeth e che lo porta ad andare contro l’opinione di tutto e di tutti.
Sempre in tema di cambiamenti, in questa scena è Lady De Bourgh, che rivela a Lizzy il ruolo di Darcy nel matrimonio di Lydia e Wickham .
Tutti queste modifiche nella trama sono quelle fatte in una rappresentazione teatrale di Orgoglio e Pregiudizio, che in quegli anni stava avendo molto successo e che ha ispirato i produttori del film che infatti hanno ripreso la stessa sceneggiatura.
Oltre a questi stravolgimenti, c’è nella storia un taglio fondamentale: la gita a Pemberly di Elizabeth con gli zii: non si vede la sua reazione alla vista della casa, ai suoi primi rimpianti per quell’offerta rifiutata, così come non c’è menzione dell’imprevisto incontro con il Signor Darcy e di come lei riconosca e apprezzi il cambiamento di atteggiamento di lui.
I vestiti sono in stile Via col Vento, completamente sbagliati per il periodo storico. Inoltre durante il periodo di Jane Austen non si usavano le buste per le lettere, si scriveva sul foglio che poi veniva piegato e spedito, invece in questo film le buste abbondano.
Il cast è ottimo. Si parte dal grande Laurence Olivier (Amleto, 1948) perfetto nel ruolo del Signor Darcy per poi arrivare ad un’ottima Greer Garson come Elizabeth (anche se non è la mia immagine di Lizzy).
Ottime sono le interpretazioni di Mary Boland nel ruolo della Signora Bennet, di Melville Cooper come Signor Collins e Edna May Oliver come Lady Catherine de Bourgh.
Per quanto riguarda il ruolo di Elizabeth c’è una curiosità: la casa di produzione MGM aveva acquistato i diritti del film per dare il ruolo della protagonista a Norma Shearer che però rifiutò. Quando poi fu scritturato Laurence Olivier, la sua nuova moglie Vivien Leigh (Via col vento, 1939), pregò la MGM per avere la parte, ma loro scritturarono Greer Garson. Il film appena uscito fu un grande successo e proiettò la Garson come una delle attrici di punta della MGM durante gli anni’40.
Il film vinse un Oscar nel 1941 nella categoria Migliore Direzione Artistica con Cedric Gibbons e Paul Groesse.
In definitiva quindi il film vale di essere visto, per il cast, per i dialoghi tra i personaggi, soprattutto del Signor Collins e della Signora Bennet. Sicuramente una persona che non ha mai letto il libro può apprezzare meglio la storia, ma comunque anche il più appassionato sostenitore di Jane Austen potrà che venire catturato dal fascino che un film di quell’epoca può dare.


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