Questo film, prodotto nel 1999 dalla Miramax
e dalla BBC, è una versione "innovatrice" di questo romanzo.
La regista canadese nell'elaborare la sceneggiatura ha fatto scelte molto
ardite, stavolgendo in alcuni punti la storia e le intenzioni di Jane
Austen.
Emblematiche sono queste parole della Rozema: " Ho reso il personaggio
di Fanny più vicino a Jane Austen". Infatti il personaggio
di Fanny è costellato di riferimenti, presi dalle opere giovanili
e dalle lettere, a Jane Austen. All'inizio del film, Fanny sta scrivendo
un romanzo, La storia d'Inghilterra, cosa che ha fatto la Austen; Fanny
prima accetta di sposare Henry Crawford per poi rinnegare il tutto il
giorno dopo: un episodio per niente presente nel romanzo e che in realtà
è capitato a Jane Austen. La Fanny che ne esce è completamente
diversa dalla timida e taciturna Fanny presente nel romanzo: qui è
attiva, ha delle proprie opinioni (come ad esempio rispetto alla schiavitù)
che non ha timore di esprimere, è giocosa, anche pronta a "flirtare".
Non si capisce molto questa scelta che da una parte può essere
notata solo da chi conosce bene la vita di Jane Austen, e dall'altra porta
il film ad un allontanamento dal romanzo.
Anche il personaggio di Heny Crawford
subisce alcuni cambiamenti. Infatti nel film sembra che i suoi misfatti
non siano solo frutto del suo carattere, ma anche dal comportamento di
Fanny, che prima accettandolo e poi rifiutandolo, lo ha condotto sulla
"via sbagliata".
Un altro passaggio del film che lascia perplessi è la scena della
recita teatrale a Mansfield Park. Nel libro qusto è un momento
importante perchè permette ai vari personaggi di esprimere i loro
veri sentimenti essendo nascosti dietro la "maschera" del loro
personaggio. L'unica che si dissocia è Fanny che intuisce tutto
ciò. Tutto poi viene interrotto bruscamente dal ritorno di Sir
Thomas ed eleva Fanny al rango di preferita, dato che i tutti i suoi figli
hanno partecipato a quello che lui considera una cosa poco dignitosa.
Nel film questa preferenza non viene evidenziata, anzi. Infatti, poco
dopo, quando Fanny si ostina a non voler sposare Henry Crawford, Sir Thomas
la rimprovera e continua a farle pressione per un matrimonio con colui
che aveva, nella scena teatrale, apertemente tenuto un abiguo comportamento
con la sua figlia fidanzata.
Nonostante questi drastici cambiamenti, la regista mantiene intatta gran
parte della trama. Quest'ultima, però, come proposta dal libro,
non ha bisogno di tutte quelle varianti usate da Patricia Rozema. Jane
Asuten non suscita il nostro interesse con avvincenti sorprese, ma con
come Fanny riece ad ottenere ciò che vuole, mantenendosi fedele
a ciò che lei sente interiormente, tra tutte le difficoltà
e le incertezze che incontra.
Le ambientazione e i costumi sono
molto belli. Il cast è ottimo. La Fanny Price di Frances O'Connor
(A.I.: Artificial Intelligence, 2001) è convincentea e da menzionare,
così come il Sir Thomas di Harold Pinter . Non da dimenticare sono
anche le performance di Jonny Lee Miller (Trainspotting, 1996) nel ruolo
di Edmund, Alessandro Nivola (Jurassic Park III, 2001) in quello di Henry
Crawford ed Embeth Davidtz (Schindler's List, 1993) in quello Mary Crawford.
Il film, nella sua interezza, è gradevole
da vedere e se non fosse per questi grandi cambiamenti, che a mio avviso
stravolgono in parte ciò che il romanzo Mansfield Park trasmette,
sarebbe perfetto.