Lady Susan è una donna bella e senza scrupoli, rimasta vedova in giovane
età, alla ricerca di un matrimonio d’interesse per sé e per la figlia.
Si autoinvita dal cognato Mr Vernon e consorte per sfuggire all’ultima
tresca intrecciata a Langsford con Mr Manwaring che per lei ha lasciato
la moglie. A Churchill Lady Susan trascorre il tempo amoreggiando con
Reginald, fratello della signora Vernon (l’unica a non farsi incantare
dalle moine e bugie della donna); continua a tenere legato a sé il signor
Manwaring e pensa a combinare il matrimonio di sua figlia Frederica, messa
in collegio perché accetti meglio la decisione della madre, con sir James
Martin. Alla notizia di cosa l’aspetta, Frederica tenta di fuggire dal
collegio e lo zio Vernon la porta con sé a casa. Lady Susan è furiosa
con la figlia ma lo è ancora di più quando Frederica chiede l’aiuto di
Reginald che però si lascia facilmente convincere dalla madre della bontà
delle sue intenzioni. Stanca dell’isolamento dei Vernon Lady Susan raggiunge
a Londra l’amica Alicia che le suggerisce di concludere presto il matrimonio
con Reginald ma non tutti i piani della donna vanno in porto…
Critica
Lady Susan rompe la monotonia del romanzo epistolare del ‘700 grazie alla
sua avvincente struttura ad incastro dove mittente e destinatario delle
lettere cambiano continuamente e la trama scorre fluida senza languide
pause introspettive. E’ un romanzo breve, scritto nel 1793-1794, quando
l’autrice aveva diciotto-diciannove anni, che lascia intravedere lo stile,
l’arguzia, il realismo della maturità. La stessa caratterizzazione eccessiva,
sia in negativo che in positivo, dei personaggi, sembra essere una irriverente
presa in giro dei protagonisti classici. E’ singolare anche che l’“eroina”
di questo romanzo sia non una sfortunata e maltrattata ragazza, ma una
vedova arrivista senza scrupoli e sentimenti, nemmeno per la figlia, tutt’altro
che fragile e romantica.