Orgoglio e pregiudizio fu pubblicato per la prima
volta nel 1813 ed è l'ultima stesura di un lavoro che Jane Austen fece in gioventù
intitolato Prime impressioni. Quest'ultimo era stato presentato ad un
editore nel 1797 ma fu rifiutato.
Sicuramente è l'opera più conosciuta tra quelle scritte da Jane Austen, quella
che è considerata emblematica per il suo modo di descrivere la borghesia inglese
dell'800, quella che è considerata perfetta dal punto di vista narrativo.
La stessa autrice, però, non mancava di dire "..è persino troppo leggero, luminoso,
scintillante, manca un po' di ombre…". Comunque non diamole retta, il romanzo
non manca di ombre, solo che sono meno evidenti che in altre opere.
I vari temi affrontati sono quelli che caratterizzavano la società dell'epoca:
il matrimonio, i rapporti tra i due sessi, il ruolo della donna.
Il matrimonio è visto in un'ottica qualitativa. All'epoca le unioni erano dettate
più dalla convenienza che dall'amore, una cosa che Jane Austen ha criticato
rappresentando i rapporti tra i coniugi Bennet e il matrimonio tra Charlotte
e il signor Collins.
La protagonista, Elizabeth, è l'espressione di come dovrebbe essere la donna
per Jane Austen. Infatti pur non essendo bellissima, però con occhi che attirano
l'attenzione, riesce, grazie alla sua intelligenza e vivacità, a sposare l'uomo
più importante e ambito, il signor Darcy.
I rapporti tra i due non si presentano facili all'inizio. Le barriere sociali
li pongono in contrasto. Da una parte c'è l'orgoglio di Darcy che subisce un
colpo terribile quando si rende conto di essere innamorato di una donna di ceto
inferiore e con parentele così poco "degne". Dall'altra c'è il pregiudizio di
Elizabeth nei confronti di un uomo che in un primo momento l'aveva considerata
appena passabile e che dopo l'aveva chiesta in matrimonio in un modo così offensivo.
Entrambi però nel corso della storia crescono interiormente, si ricredono, si
rendono conto, anche se questo li ferisce, dei propri errori. Jane Austen però
non si limita solo ad analizzare e a rappresentarci i due personaggi principali.
L'autrice ci descrive tutta la società, criticandola con ironia.
Sono rappresentati sia la media sia l'alta borghesia con quest'ultima che vedrà
i suoi migliori partiti (Darcy e Bingley) sposare due rappresentanti della prima.
Gli stessi rappresentanti delle due categorie sono messi in ridicolo. Infatti,
così come Lady de Bourgh, così come il signor Collins, sono oggetto di scherno
da parte di Jane Austen che con leggera ironia, rappresentando i loro comportamenti
senza attacchi diretti, riesce ad ottenere un effetto d'implacabile comicità.
L'ironia è " senza humour, magicamente sospesa tra la tragicità e la comicità
dei suoi personaggi, sempre pronta ad ancorarsi alle convenzioni per poi ridicolizzarle"
(R.S. Crivelli).
Jane Austen riesce a rappresentare la complessità della società inglese dell'800
e le sue maggiori problematiche sfruttando la sua limitata conoscenza del mondo.
E' la vita quotidiana che è rappresentata, con il trascorrere dei suoi minuti
più vivaci e più oziosi, ma è grazie alla capacità d'introspezione psicologica
e all'ironia che la scrittrice inglese riesce ad ottenere un effetto perfetto.
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