Pubblicato nel 1814, Mansfield Park è considerato
il più controverso e cupo dei romanzi di Jane Austen.
La critica lo accolse in modo molto freddo a differenza delle altre opere come
Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento. La Austen di questo scrisse all'editore
Murray: " Non posso che rammaricarmi del fatto che un uomo tanto intelligente
come il recensore di Emma consideri Mansfield Park indegno di essere menzionato.."
La luce, che è presente in Orgoglio e Pregiudizio, manca totalmente in questo
libro che invece è caratterizzato per il suo aspetto cupo e moraleggiante. Questo,
ad una prima lettura, dato che una più approfondita rivela la leggera ironia
con cui Jane Austen critica proprio i principi morali e le regole di comportamento
della società. Proprio il comportamento femminile è criticato perché porta alla
solitudine e all'umiliazione di sé. L'esempio è dato dall'eroina, Fanny, che
vive nella più completa ombra, senza esprimere le proprie opinioni.
Alla passività di Fanny è contrapposta la vivacità di Mary. Lei e suo fratello
Henry sono i rappresentanti di un nuovo ceto sociale, quello della borghesia
urbana, che come principi si contrappone a quello dell'aristocrazia di campagna
di cui Mansfield Park fa parte. Alla fine però è Fanny che trionfa, mentre Mary
è relegata alla solitudine.
Sono i valori moraleggianti che vincono, ma non significa che Jane Austen li
sosteneva. Infatti, anche se il finale è caratterizzato da una netta distinzione
tra i buoni e i cattivi, l'autrice critica entrambi i ceti sociali di appartenenza
soprattutto per il fatto che restringono l'ambito di azione della donna.
E' nella finzione teatrale che Jane Austen permette ai suoi personaggi di esprimere
i loro veri sentimenti. Nella recita le rigide regole comportamentali vengono
meno, lasciando spazio alle vere emozioni.
Il finale è caratterizzato tra il matrimonio tra Fanny e Edmund. Potrebbe sembrare
il classico "lieto fine", ma l'impressione che si ha non è così. La protagonista
ottiene quello che vuole, ma il modo con cui Edmund si accorge di essere innamorato
di Fanny è così repentino che lascia dubbi sulla profondità del sentimento.
Inoltre Fanny, rimanendo a Mansfield Park, rimane ancora ancorata alla posizione
di sottomissione che aveva sempre assunto. Il finale rivela l'amarezza dell'autrice
per la rigidità del sistema e ha dimostrato che l'unico modo per una donna di
condizioni economiche non agiate di avere affetto e benefici è quello di essere
umile e sottomessa.
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