Emma fu pubblicato nel 1815. Ormai le
altre opere pubblicate erano già un successo, Ragione e Sentimento era
alla seconda edizione, Orgoglio e Pregiudizio alla terza e Mansfield
Park era in via di esaurimento.
Emma fu dedicato al principe reggente grande ammiratore della scrittrice.
Proprio il bibliotecario del principe volle tentare di convincere Jane
Austen a scrivere un romanzo storico sulla casa regnante, ma lei rifiutò
gentilmente l'invito prendendo l'offerta come un battuta. Infatti, la
Austen conosceva bene il suo mondo e su quello voleva scrivere, non
desiderava avventurarti in campi non suoi con il rischio di snaturarsi.
Jane Austen adorava Emma e diceva di lei: " sono andata a scegliermi
una eroina che nessuno tranne me potrebbe amare….".
Emma è vanitosa, viziata, impulsiva, chiacchiera troppo, ma è felice
sempre, felice della sua vita. Il suo mondo è il suo paese e le famiglie
che frequenta. Questa sua caratteristica si ritrova in un punto del
libro, quando Emma è in un negozio e, aspettando che la sua amica faccia
compere, guarda fuori dalla finestra. Non c'è niente da vedere tranne
che il muoversi della gente intenta a compiere le faccende quotidiane,
ma Emma è appagata di quello che vede. Jane Austen le fa dire: " Una
mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere
nulla e non vede nulla che non le piaccia". Questa frase può essere
interpretata come un modo con cui la Austen abbia affermato la sua piena
soddisfazione del mondo in cui lei viveva e che aveva deciso di descrivere
nei suoi romanzi. L'ambientazione può sembrare limitata, ma in fondo
non è così, tutto dipende da quello che si vuole vedere.
Anche i personaggi maschili sono ben delineati e convincenti.
Caratteristica di questo romanzo sono i dialoghi che ci aiutano a capire
i caratteri dei personaggi.
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Emma
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